Luoghi da visitare in Campania

Paestum

Paestum è un’antica città della Magna Grecia chiamata dai fondatori Poseidonia in onore del dio Poseidone e denominata Paestum a seguito della conquista romana del 273 a.C. Fondata nel VII secolo a.C. dai coloni provenienti da Sibari, costituisce uno dei siti archeologici mondiali di estrema importanza, poiché all’interno custodisce i templi greci meglio conservati di tutto il mondo.

Miracolosamente giunti a noi in ottime condizioni , questi edifici costituiscono uno straordinario esempio di stile dorico. Il Tempio di Hera, conosciuto anche con il nome di Basilica, è il più antico (VI sec.a.C.) . Il Tempio di Cerere ,in realtà dedicato alla dea Athena, trasformato in una chiesa in età cristiana. Infine, Il magnifico Tempio di Nettuno (V sec. a.C), un vero gioiello architettonico, che costituisce il più grande tra i templi di Paestum. L’edificio mostra le forme mature dell’ordine dorico classico, simile in questo al Tempio di Zeus di Olimpia.

La costruzione dei tre edifici sacri rispecchia chiaramente il periodo di massimo splendore economico della città che, in seguito, subì l’invasione della stirpe lucana, che in una data collocabile tra il 420 a.C. e 410 a.C., prese il sopravvento nella città. Tale periodo di transizione terminò nel 273 a.C. , quado Roma sottrasse il sito alla confederazione lucana, insediandovi una colonia, e cambiandone il nome in Paestum. Dopo la caduta dell’impero romano, la città venne progressivamente abbandonata, a causa di un impaludamento dovuto all’ingrossamento del fiume Salso, che provocò la migrazione completa della comunità, e un progressivo stato di abbandono del territorio, riscoperto definitivamente solo nel Settecento, con la nascita dell’archeologia e il rinnovato interesse nei confronti della cultura classica.

Degna di nota è la presenza della cinta muraria, ancora integra e intervallata da quattro grandi porte, che costituivano gli ingressi principali alla città. Al di fuori di essa, numerose aree di sepolture cimiteriali che costituivano la necropoli pestana.

La maggior parte dei corredi funebri provenienti dalle tombe greche e lucane sono custodite oggi all’interno del museo archeologico del parco. Innumerevoli sono i monili, i vasi, le armi e le lastre tombali affrescate. La più celebre risulta essere sicuramente la cosiddetta Tomba del Tuffatore (480-470 a.C.), esempio unico di pittura greca di età classica e della Magna Grecia. Scoperta dall’archeologo Mario Napoli nel 1960, presenta una raffigurazione simbolica che è stata interpretata come il passaggio dal regno dei vivi a quello dei morti, coronato con il celebre tuffo presente sulla lastra di copertura della tomba.

La tomba del tuffatore

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